Natale del Signore, Messa della notte.

“ Già inoltrata è la notte; le stelle chiare e lucenti brillano nella fredda atmosfera; voci chiassose e discordi giungono al mio orecchio, dalla città: sono i gaudenti del mondo che ricordano con i bagordi la Povertà del Salvatore; … io veglio pensando al mistero di Betlemme”, così scriveva Papa Giovanni XXIII, ne: Il giornale dell’anima, era l’ anno 1901, ma queste parole sono ancora attuali oggi. Queste parole esprimono due aspetti del Natale. Quello chiassoso, mondano per adoperare un termine caro all’ evangelista Giovanni, intendendo così ciò che è lontano da Dio o se non contrario a Dio stesso. Quel Natale che non va al di là dei buoni sentimenti, del ritrovarsi insieme, del far festa, dello scambiarsi regali, cose belle, importanti, ma che non riescono a penetrare il “mistero”. Il mistero di Dio. Mistero che non è qualcosa d’ irreale, ma che è un avvenimento: scoprire che Dio non è solo in cielo, cioè in quella realtà che di per se non è raggiungibile all’uomo, ma che è vicino, è qui sulla terra.     Continue reading

Maria ed Elisabetta danzano la gioia – IV Domenica di Avvento meditazione con i ragazzi anno C

Siamo arrivati quasi al termine del nostro cammino di Avvento, il Natale è prossimo e chi meglio della mamma di Gesù ci può aiutare a vivere e a comprendere cosa significhi la venuta del Figlio di Dio e cosa posso concretamente cambiare nella nostra vita e per la nostra vita.
Abbiamo di fronte a noi quel bellissimo affresco che è il brano del Vangelo che abbiamo letto: l’ episodio della visitazione.
Lo dividiamo in sequenze avendo come riferimento alcune parole.
Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa…
Si alzò e andò in fretta … ripensiamo a quanti se e a quanti ma mettiamo nel nostro rapporto con il Signore nel vivere la nostra fede concretamente. Magari con la testa sappiamo benissimo cosa dovremmo fare, ma quanti rimandi: non adesso, ma poi se faccio così cosa potranno pensare gli altri, cosa diranno di me, come mi giudicheranno se dico che vado in Chiesa, a Messa, mi Confesso, prego, se mi rendo disponibile a qualche gesto di generosità, se invece di impormi cerco di unire di mettere d’ accordo … Maria ci dice la fede senza se e senza ma …     Continue reading

In principio era il Verbo …( Gv 1,1)*

Siamo invasi dalle parole: da quelle altisonanti a quelle astute, da quelle futili a quelle velenose. Per questo, Signore Gesù, ci portiamo dentro il desiderio di una parola autentica, capace di donare la vita, di trasmettere speranza, di infondere fiducia, di generare amore.
Sei tu questa Parola, capace di chiamare all’ esistenza, di trasformare la storia, di raggiungere i cuori. Parola fatta carne per la nostra salvezza.
Siamo abbagliati        

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Un messaggio di gioia – III Domenica di Avvento, anno C

Rallegratevi sempre nel Signore
ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino.
Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! (Fil 4,4.5)

Oggi, anche se ci incontriamo ancora con la severa figura di Giovanni Battista, che, dopo averci richiamato alla conversione Domenica scorsa, ci fornisce delle indicazione pratiche concrete, che valgono per tutti noi anche oggi, e non solo ai suoi tempi, è la Domenica in cui ci viene offerta l’ opportunità di riflettere su qualcosa che vorremmo sempre avere e che vorremmo per tutte le persone: la gioia.

L’antifona d’ ingresso che avete sul foglietto, riprendendo le Parole di Paolo, ci saluta dicendo : rallegratevi, ve lo ripeto rallegratevi!
Ma come si fa’ a rallegrarsi in mezzo a questa confusione, a questa situazione. Mi viene da pensare a quelli che hanno perso tutti i loro risparmi per sostenere le banche, a quella moglie che ha perso il marito, quella mamma che ha perso un figlio, o a quella signora che sono andato a trovare questa settimana e che, se anche ha perso già da diverso tempo la sua mamma e proprio il giorno di Natale, vive questi giorni nell’ amarezza … e poi a tutte le altre situazioni, video di terroristi religiosi islamici che ci minacciano, assieme a tutto il resto che ogni giorno i media ci propongono in una impietosa litania!

Qualcuno ha scritto: “ il nemico della gioia non è la sofferenza; è l’ egoismo, il ripiegamento su se stessi, l’ ambizione. L’ uomo ripiegato su se stesso è un riccio che mostra solo spine” ( Cantalamessa). Questo, però, nasce dal peccato dell’ uomo.         Continue reading

Maria la Bella – Immacolata Concezione

Come insegna Benedetto XVI, «La prima parola del Nuovo Testamento è un invito alla gioia: “gioisci, rallegrati!”. Il Nuovo Testamento è veramente “Vangelo”, la “Buona Notizia” che ci porta gioia» (visita alla parrocchia romana di Santa Maria Consolatrice, dicembre 2005).
Rallegrati sono le prime parole con cui l’angelo saluta Maria. Anche noi, oggi, vogliamo rallegrarci, essere nella gioia, nonostante le tenebre e il grigiore sembrino ancora prevalere nella storia del mondo. Quel peccato che ha inquinato il cuore dell’ uomo all’ inizio e che ancora entra in tante anime trascinandole al male non è invincibile, anzi in Cristo è già stato vinto e sconfitto, perché Dio è fedele alle sue promesse.

Ciò accade anche attraverso il sì di una fanciulla “ investita dalla grazia di Dio fino ad esserne completamente pervasa”. Subito dopo, quelle parole che noi recitiamo ogni volta che diciamo l’ Ave Maria: “Piena di grazia”. 

Ma ci siamo mai fermati a riflettere sul significato profondo di queste parole?       

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Strade da riparare, tempo di manutenzione straordinaria … II Domenica di Avvento – meditazione con i bambini, anno C

“Poiché Abba Bishoi, monaco copto del IV – V secolo fruiva di frequenti visioni di Cristo, alcuni monaci gli chiesero di guidarli ad incontrare Cristo. Disse ai monaci di recarsi in un certo posto nel deserto, dove avrebbero trovato Cristo ad attenderli.
Lungo il cammino essi videro, ai lati della strada, un uomo anziano, malato e sfinito, che chiedeva loro di portarlo perché non ce la faceva più a camminare. Ma essi, desiderosi di incontrare Cristo, ignorarono le suppliche dell’anziano. In coda al loro gruppo giunse Bishoi che, quando vide
L’anziano malato, se lo caricò sulle spalle portandolo lungo la strada. Giunto là, dove i monaci l’ attendevano, sentì il peso dell’ uomo farsi più leggero, poté rialzare la schiena e constatare che l’ anziano era scomparso. Allora rivelò: Cristo era seduto lungo la strada, e aspettava qualcuno che l’ aiutasse. Nella loro fretta di vedere Cristo si erano dimenticati di essere cristiani.” ( Dal libro do O. F. A. Meinardus: Monks and Monasteries of the Egyptia Deserts).

Quello che è successo a quei monaci, che volevano con entusiasmo incontrare Gesù, può succedere che accada anche a noi.
Ecco che giunge a proposito il grido di Giovanni Battista che è il cugino di Gesù, che parla di preparare una strada, “ di costruire una strada”, sembra uno di quegli ingegneri che devono costruire un autostrada. Giovanni Battista e Maria ci faranno da guide da adesso in questo nostro cammino di Avvento, in questo andare incontro a Gesù che viene nella festa del Natale e col quale poi ci incontreremo in quel Natale della nostra vita che sarà
l’ incontro che avremo con Lui.

Ma ascoltiamo meglio quello che ci dice Giovanni:

«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.”

È come se noi, adesso che si apre il Giubileo, questo grande anno della misericordia, volessimo recarci a Roma e tutte le strade che vi portano fossero piene di buche, i ponti mezzi interrotti, segnaletica insufficiente …
Un disastro!
A Roma non ci si arriva …
Occorre che le strade vengano riparate, che si sappia dove andare con chiarezza per permettere a Chi vuole andare di andare e a chi vuole venire di arrivare!

Sono queste le strade di cui parla Giovanni il Battista?         Continue reading

Natale per te… oggi si respira aria nuova – meditazione con i bambini– 1 Domenica di Avvento 28/11/2015, anno C

Oggi si respira un aria nuova … inizia un nuovo anno, quello della Chiesa, non quello che si chiude il 31 Dicembre e inizia con il 1 Gennaio. Un nuovo anno che qualcuno chiama: “ l’ anno con l’ anima”. Perché l’ anno della Chiesa non è solo l’ insieme di giorni raggruppati in settimane e in mesi, ma è l’ anno in cui Gesù viene continuamente a trovarci, a rinnovare la sua presenza in mezzo a noi in tanti modi.

Questo nuovo anno “con l’ anima” inizia sempre      Continue reading

Il mio Regno non è di questo mondo … sono venuto per dare testimonianza alla verità – Gesù Cristo Re dell’ universo 2015

Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 18

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

Celebrare questa festa è dire con chiarezza e forza che Dio regna nel mondo non con la forza, la violenza, la sopraffazione, il terrore, ma con l’ amore. Quell’ amore, senza se e senza ma, come diremmo nel nostro linguaggio che non ha paura di chinarsi a lavare i piedi per sollevare, a servire, piuttosto che farsi servire, che innalza l’ uomo anziché sottometterlo, che muore, anziché fare morire.
L’ amore di Dio, che viene nel mondo nella persona di Gesù, annunciato da Gesù, testimoniato da Gesù, è l’ unica forza trasformante che può rendere stabile il mondo, fare della vita dell’ uomo una vita piena e significativa già da ora, che libera l’ uomo prigioniero dalle forze del male, che capovolgendo gli schemi umani protegge i deboli contro l’oppressione e l’ umiliazione dei potenti , come canta il magnificat, come proclamano le beatitudini.

Proprio il tema della regalità contraddistingue il dialogo fra Gesù e Pilato. Sono due regalità a confronto. Una è una regalità, un essere re secondo il mondo: quello che concepisce Pilato, e la regalità secondo il Regno di Dio, che Gesù annuncia in tutta la sua predicazione.
Il Regno che Pilato ha in mente è quello dell’ impero romano che si fonda sulla forza di un esercito che non ha uguali,
sull’ organizzazione, sulle strutture che lo regolano, sul potere di chi governa e lo amministra come fosse Dio. Gesù non dice di non essere Re, anzi lui è il vero Re, ma chiarisce subito che “il suo regno non è di questo mondo” .

Ma chiediamoci: qual’ è il Regno che oggi ci viene proposto come modello per la nostra vita “dal mondo?” Soprattutto, però, a quale diciamo sì. Prima degli ultimi tragici avvenimenti che hanno sconvolto l’ Europa e non solo Parigi potevamo dire che è il Regno dell’ apparire, dell’ immagine, della multimedialità e della sua tecnologia che prevale sulla relazione, sulla parola, perché oggi si comunica attraverso sms, tablet, smartphone, mentre si è a tavola, in compagnia, al cinema. Il mondo dove non vi sono più certezze, neanche quella di essere uomo o donna, maschio femmina. Mondo del relativismo in cui ognuno si fa la sua morale e non vi sono più valori non negoziabili, mondo dove i figli si possono comprare e selezionare.
Mondo dove il denaro e la finanza prevale sulla persona schiacciandola … dove la famiglia non si sa più cosa sia o come sia.      Continue reading

Dal fico imparate la parabola … Riflessione con i bambini… su Mc 13,24-32, (XXXIII Domenica ordinario B – 2015)

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

Vorrei chiedervi se tutti avete un orologio o se almeno sapete leggerlo!
L’ orologio misura il tempo! Passano i minuti, i giorni, i mesi, gli anni. In che anno siamo? 2015 e da dove abbiamo cominciato a contare questi anni? Dalla venuta di Gesù!
E le cose sono andate sempre bene in questi anni? Se andiamo a vedere non sempre sono andate bene.
Attraverso delle parole, che ci possono fare anche paura, oggi Gesù ci vuole fare riflettere su una cosa molto importante: il tempo.
È una cosa importante: il tempo? Penso proprio di sì! Vi faccio un esempio! Provate a pensare ad una partita di calcio, di pallavolo, di basket. Quando l’ arbitro da i tre fischi è finita e il risultato non si può più cambiare, quello che è fatto è fatto! La nostra giornata che una volta trascorsa non tornerà più esattamente uguale, quella di domani sarà diversa, come viviamo le nostre giornate? Alla sera voi, ragazzi, ripensate alla giornata che avete vissuto facendo quella cosa che si chiama esame di coscienza, ringraziando o chiedendo perdono se abbiamo combinato qualcosa di storto, per qualche peccato commesso?

Vi è un bel libro per ragazzi, forse qualcuno di voi l’ha anche letto che si intitola MOMO, la protagonista è questa ragazzina che lotta contro gli uomini grigi che vogliono rubare il tempo agli uomini e sentite cosa dice sul tempo:

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Sarà un tempo di angoscia … – XXXIII Domenica del tempo ordinario B

“Sarà un tempo di angoscia, come non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni …
Dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce …. le stelle cadranno …”

È la fine del mondo diciamo subito … Assistiamo ormai sempre di più a fenomeni atmosferici catastrofici, guerre, massacri, uccisioni figli che uccidono i genitori, madri che uccidono i propri figli … se poi la nostra mente va a quello che è accaduto stanotte questa affermazione si consolida ancora di più. La storia umana, purtroppo è piena di queste mostruose assurdità.

Ai tempi della guerra fredda, negli anni sessanta quando vi fu la crisi fra Stati Uniti e Russia, fu calcolato che una guerra lampo di tre giorni dalla scadenza dell’ ultimatum avrebbe portato alla vittoria limitando le perdite umane a solo, si fa per dire, poco più di due miliardi di persone.        Continue reading