L’insegnamento che a me pare di cogliere da questo delicato episodio evangelico può essere formulato, in poche parole, così: avviene per ogni matrimonio fra un uomo e una donna quello che avvenne alle nozze di Cana; esso comincia con l’ entusiasmo e nella gioia; il vino è simbolo, appunto, di questa gioia e dell’ amore reciproco che ne è la causa. Ma questo amore e questa gioia – come il vino di Cana -, col passare dei giorni o degli anni si consuma e viene meno; ogni sentimento umano, proprio perché è umano è recessivo, tende a bruciarsi e ad esaurirsi;
l’ abitudine è “quel mostro che riduce in polvere tutti i nostri sentimenti” (Shakespeare); allora cala sulla famiglia come una nube di tristezza e di noia; a quegli invitati alle proprie nozze che sono i figli non si ha più nulla da offrire se non la propria stanchezza, la propria freddezza reciproca e spesso la propria amara delusione. Idrie piene di acqua. Il fuoco al quale erano venuti per scaldarsi si va spegnendo e tutti cercano altri fuochi fuori dalle mura di casa per scaldarsi il cuore con un po’ di affetto.
C’è un rimedio a questa tristissima prospettiva?
meditazioni
A Cana di Galilea …*
C’è un banchetto che attende tutti gli uomini e tutte le donne di ogni tempo e di ogni luogo, una pienezza di vita e di gioia che farà dimenticare loro ogni penuria ed ogni sofferenza. Tu sei venuto ad annunciare questo giorno di grazia, Gesù, e il miracolo di Cana è il segno che offri a quanti aspettano la realizzazione del disegno di Dio.
Festa del Battesimo di Gesù ciclo C – meditazione con i ragazzi
Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo nel fiume Giordano
proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,
concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito, di vivere sempre nel tuo amore.
Cari ragazzi abbiamo celebrato l’ altro ieri l’ Epifania, da poco il Natale e oggi siamo qui a celebrare, meglio a rivivere la festa del Battesimo di Gesù. Sono passati diversi anni dal giorno in cui Gesù è nato proviamo ad immaginare la scena, diversi pittori lo hanno fatto!
Per un altra strada fecero ritorno al loro paese. – Epifania
Astrologi, sedicenti maghi, oroscopi, segni zodiacali accompagnano i primi giorni dell’anno, nell’ansia di scoprire cosa ci riserverà il tempo che viene, e come stiamo ad ascoltare quello che ci dicono!
L’uomo porta in se questa ansia di saper e di conoscere: di conoscere cosa accadrà, come avvengono le cose, e , quando è onesto intellettualmente, se Dio c’è, o non c’è e, se esiste, quanto è affidabile, quando è degno di fiducia, se è possibile incontrarlo, insomma si può dire che porta in se un desiderio di verità al quale dare risposta, per dare un senso alla propria vita.
Per dare una risposta a questo desiderio di verità, di senso, ecco che Dio si fa incontro all’ uomo e viene perché l’ uomo lo possa incontrare e, incontrando Lui, incontrare la verità!
La verità su Dio, sull’uomo, sulla vita.
In un mondo” immerso in una nebbia fitta”, come lo vede il profeta nella prima lettura. Un mondo privo di luce e pieno di incertezza, privo di orientamento: dove non vi è la luce vi è la morte. La luce invece è vita, ci rende ben disposti, contenti, allontana da noi tristezza e paura. Vi è bisogno di luce, per potersi orientare nella vita che tante volte assomiglia a un groviglio intricato dove sono più le spine che i fiori, che non possono sbocciare perché manca la luce. In quella luce che il profeta vede avvolta Gerusalemme è prefigurata la luce vera che è il Signore Gesù, Dio che salva che viene ad indicarci il senso vero del vivere, del morire, del gioire, del soffrire. Ricordiamoci ancora una volta quello che dice l’ evangelista Giovanni: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.”
Allora anche noi vogliamo metterci in cammino aggregandoci alla carovana dei magi, questi “ scrutatori del cielo”, seri, oggi li definiremmo astronomi, cioè scienziati, non credenti, ma sinceri cercatori della verità, che ritengono che una congiunzione astrale, la nascita di una stella, insomma un evento celeste straordinario, abbia sua corrispondenza terrena.
Si mettono in cammino, in ricerca e non hanno paura di mettersi in gioco e si incontrano con Erode. Anche noi ci imbattiamo negli Erodi che affollano il mondo e che non sono solo i potenti di turno, ma anche tutti quelli che considerano Dio come un nemico, un avversario da combattere e da abbattere … e quanti ce ne sono oggi in giro. Poi abbiamo i sacerdoti, gli esperti del tempo, gli specialisti. Quanti anche di quelli, e noi ci affidiamo a loro ritenendo che possano risolvere ogni problema, che abbiano la ricetta e la soluzione ad ogni dramma, maestri il più delle volte teorici che affrontano i problemi dall’ esterno, ma senza lasciarsi toccare il cuore. Il mondo dell’ economia al quale si sta sacrificando sempre di più la vita di tante famiglie, che non ha più al centro la persona, ma l’ interesse, il profitto insegna.
Benedetto sia Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo … – II Domenica dopo Natale
Quando si va’ in montagna e, salendo in alto, dopo una bella camminata di alcune ore si arriva su, in cima, affaticati, ci si siede e si guarda il panorama, lo spettacolo che ci offre la natura: il cielo terso, pulito, può accadere agli animi più sensibili di mettersi a pensare e chiedersi, guardando: ma prima? Prima di tutto questo?
Oggi, l’ evangelista Giovanni con questo testo, risponde a questa domanda e ci rimanda ad un oltre che va ben al di là del sensibile, del materiale sono quelle due piccole parole con cui inizia: “ In principio …” È quel principio che va oltre
l’ inizio delle cose, oltre l’ inizio della creazione stessa, oltre l’ inizio del tempo e della storia.
Quel principio che non è il caos, che non è la materia, come afferma qualcuno, il caso e non è neppure il niente, ma che è Dio stesso. Tutto ha inizio da Dio che è amore, come dirà ancora l’Evangelista Giovanni. Da questo Dio/amore parte una benedizione di vita che scende per incontrarci e riempirci di tutti quei doni che sono necessari non solo per la nostra vita fisica, ma quei doni spirituali che ci sono necessari per poter accogliere e rispondere a questa benedizione!
“Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo…per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,” scrive Paolo ai cristiani di Efeso.
Forse noi, troppo presi dalle realtà mondane, al punto da rimanerne affogati non pensiamo mai a questo fatto
Maria SS. Madre di Dio – 1 Gennaio 2016
Dopo aver contemplato Maria che nell’annunciazione non si oppone ai piani di Dio, ma vi accondiscende pienamente; dopo averla vista raggiungere in fretta la cugina Elisabetta, affrontando un non facile viaggio fra le montagne di Giuda, e averla ascoltata in quel bellissimo canto di lode che è il magnificat, oggi la contempliamo ancora accanto al bambino nella grotta/stalla di Betlemme che “custodisce tutte questa cose nel suo cuore”. È l’ atteggiamento di colui che ha scoperto qualcosa di immensamente grande, prezioso e che non vuole perderlo, ma proteggerlo e difenderlo. È, però, un custodire che non si limita a difendere, ma vuole cogliere, penetrare il senso di ciò che è accaduto. Il custodire nel cuore non è semplicemente un ricordare, ma è un “fare memoria”, che vuol dire richiamare continuamente ciò che è accaduto e riattualizzarlo, renderlo presente di continuo nella realtà di ogni giorno.
È quanto dovremmo fare anche noi nel nuovo anno che si apre e che ci obbliga nello stesso tempo a ripensare quanto ci è accaduto nel tempo trascorso. Un tempo che forse, qualcuno vorrebbe tornasse indietro, come si fa quando gli anni cominciano ad essere un po’ pesanti, i capelli bianchi aumentato, e il mondo ci appare così diverso da come lo verremmo. Questo non è possibile e allora? Dobbiamo guardare avanti, verso un futuro che ci attende, che nessuno sa di certo come sarà e che cosa ci riserverà, ma al quale noi guardiamo con speranza. Continue reading
La strada di Natale *
C’è una strada, Gesù, che ci attende ad ogni Natale. È la stessa dei pastori per raggiungere il luogo in cui da poco sei nato. È la strada di tutti quelli che si lasciano guidare dall’annuncio, di quelli che desiderano vedere l’ avvenimento, di quelli che cercano di incontrare te.
C’è una strada, Gesù, che ci attende ad ogni Natale. Non è un’autostrada agevole. Non ha nulla di maestoso: è umile e dimessa, come l’ alloggio di fortuna in cui hai visto la luce.
Eppure è per quel sentiero che noi arriviamo a te e ci lasciamo sorprendere dal tuo amore smisurato. Sì, davanti alla mangiatoia che ti è stata data come culla cadono tante idee di te che ci siamo costruiti ed accettiamo di accoglierti così come sei:
nella tua povertà, che non ci umilia,
nella tua debolezza che non incute timore,
nella tua dolcezza, che guarisce le nostre ferite,
nella tua misericordia, che ci tende le braccia.
Tratto da: Roberto Laurita in Servizio della Parola, ( titolo di fantasia)
Festa della Santa Famiglia, ciclo C
Come un prisma che divide la luce nei suoi componenti, così il Natale illumina diverse realtà. Dopo la contemplazione, la meditazione, della notte e del giorno di Natale, dopo la concretezza della testimonianza di fede che il neonato di Betlemme è il Messia, unico Salvatore, oggi contempliamo il fascio di luce che il Natale dirige su una realtà importante, preziosa, come quella della famiglia. Realtà che il Figlio di Dio ha voluto condividere pienamente con noi, con le sue ansie, le sue fatiche, le sue perplessità. Anche se la famiglia di Nazareth è speciale, evidenzia ai nostri occhi quella che è una famiglia naturale, normale,fondata sul matrimonio. Quella composta da un uomo, una donna, un figlio, quella che oggi viene attaccata, contestata, derisa.
Perché il peccato, l’ egoismo dell’ uomo che giustifica tutto ha pensato che vi possano essere altre forme di relazioni che possano essere equiparate alla famiglia. Continue reading
S. Stefano, primo martire.
Pensando a questa festa, che come sempre è come un pugno nello stomaco, dopo il clima dolce, di familiarità, di convivialità natalizia, mi veniva istintivo riandare con la memoria a quanti, sull’esempio di Stefano, questo primo martire/testimone della fede hanno pagato la fedeltà al nome di Cristo, che è poi quel bambino che abbiamo contemplato ieri a Betlemme non hanno esitato a versare il loro sangue quest’anno.
Un immagine mi è venuta subito alla mente, come un flash, quella di 21 giovani cristiani copti che in Libia sono stati sgozzati dai miliziani islamici. Forse non tutti sanno che “secondo la decifrazione del labiale” che è stata fatta , hanno continuamente pronunciato il nome di Gesù. Il loro vescovo ha detto: “ Quel nome sussurrato all’ultimo istante è stato come il sigillo del loro martirio”. Cristiani forti, questi copti, che hanno conosciuto qualcosa come quattordici secoli di persecuzioni islamiche.” ( A. Socci ) Eredi di una innumerevole schiera iniziata proprio come il santo che oggi la Chiesa e la liturgia ci pone davanti a ricordarci la concretezza di quella fede che siamo chiamati a testimoniare. Continue reading
Natale, Messa del giorno: Dio parla a noi oggi per mezzo del Figlio…
Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.
Dio ci parla, ci interpella e oggi ci parla attraverso un bimbo, un bimbo appena nato, che apparentemente è muto, ma che nel suo silenzio dice molto di più di tutte le parole che noi sentiamo pronunciare dai potenti di questo mondo, da coloro che dovrebbero governare nella ricerca del bene, quello con la B maiuscola di coloro che gli sono affidati, ma che spesso deludono, mancano di credibilità, ricercano solo il proprio interesse e il proprio tornaconto e quello dei “ loro amici”.
Ma cosa ci dice questo neonato silenzioso che è Dio che viene in mezzo a noi? Continue reading